Dal 1° Gennaio 2018 nuovi aumenti delle tariffe per le autostrade. Entrano infatti in vigore infatti gli adeguamenti previsti dal ministero dei Trasporti, che alzano in media i costi per gli automobilisti del +2,74%, mentre lo scorso anno la crescita era appena dello 0,77%. In alcune tratte però l’aumento è molto più consistente della media: come sulla Rav, Aosta Ovest-Morgex, dove la tariffa sarà del +52,69% (quasi 3 euro in più), per recuperare quanto non aumentato dal 2014 ad oggi. Sulla tratta Torino-Milano il pedaggio cresce dell’8,34% (+4,6% nel 2016) e del +13,91 sulla Milano Serravalle. Torino e Milano sono, come lo scorso anno, le città più colpite dagli aumenti.

Il colpo è più pesante su alcune tratte, specialmente al Nord, piuttosto che su altre dove gli aumenti sono inferiori in percentuale ma comunque non indifferenti per le famiglie e le aziende di trasporti. Anche perché l’aumento è in media ben superiore all’inflazione del nostro paese.

Sulle autostrade, di conseguenza, le tariffe possono aumentare da qualche decina di centesimi fino anche ai tre euro. Sulla tratta Lodi-Milano Sud, ad esempio, la tariffa passa da 2,30 a 2,40 euro. Sulla Milano Est-Bergamo gli automobilisti dovranno pagare 3,50 euro, dieci centesimi in più di quanto previsto quest’anno, così come sulla Firenze Sud-Firenze Scandicci. Per la tratta Milano Ghisolfa-Rondissone la tariffa passa da 15,60 a 16,80 euro. Sulla Aosta Ovest-Morgex, dove in percentuale la crescita è la maggiore in assoluto, il costo per una tratta da 31 chilometri sale da 5,60 a 8,40 euro.

L’aggiornamento delle tariffe annuale è deciso dal ministero dei Trasporti guidato da Graziano Delrio: ogni concessionaria autostradale, in sostanza, in base all’inflazione del paese e al recupero degli investimenti avanza la sua richiesta al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti che concede o meno l’aumento. L’intenzione del ministero è quello di premiare le compagnie autostradali che si sono comportate meglio, tenendo conto della qualità del servizio, del recupero della produttività e degli investimenti. Secondo l’Unione nazionale dei consumatori, si tratta però «di aumenti inaccettabili», che mandano in tilt i bilanci dei pendolari.